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	<title>News Chefbureau &#124; Food &#38; Beverage Jobs</title>
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		<title>I salumi italiani volano oltre confine</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 10:25:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[www.Foodweb.it Salumi italiani: l’export continua la crescita e nel primo semestre 2011 l’aumento è a due cifre, ovvero +10% in quantità e valore. Secondo i dati Istat, elaborati da Assica (Associazione Industriali delle Carni) nel periodo gennaio-giugno le spedizioni dei prodotti della salumeria italiana hanno raggiunto quota 63mila tonnellate (+9,5%) per un valore di 490 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>www.Foodweb.it</p>
<p>Salumi  italiani: l’export continua la crescita e nel primo semestre 2011  l’aumento è a due cifre, ovvero +10% in quantità e valore. Secondo i  dati Istat, elaborati da Assica (Associazione Industriali delle Carni)  nel periodo gennaio-giugno le spedizioni dei prodotti della salumeria  italiana hanno raggiunto quota 63mila tonnellate (+9,5%) per un valore  di 490 milioni di euro (+10%). “Siamo davvero orgogliosi di questo  risultato – commenta <strong>Lisa Ferrarini, presidente di Assica</strong> – che dimostra come l’eccellenza dei nostri prodotti sia sempre più  riconosciuta e apprezzata in Europa e nel resto del mondo.</p>
<p><span id="more-1965"></span>Una crescita  come questa, che ha coinvolto tutti i nostri principali prodotti e tutti  i più importanti mercati, soprattutto quelli comunitari  tradizionalmente più esigenti, conferma che i salumi italiani hanno le  caratteristiche giuste per mantenere un rapporto privilegiato con i  consumatori di tutto il mondo. Per questo Assica in questi mesi ha  continuato a lavorare con passione e costanza al fianco delle  Istituzioni, perché abbattere le barriere che ancora limitano le nostre  possibilità di esportare rimane un obiettivo prioritario per la crescita  del nostro settore”.<br />
A fare la parte del leone nel primo semestre sono state le esportazioni di <strong>prosciutti crudi</strong> arrivate a quota 26.850 tonnellate (+10,9%) per un valore di 251,1  milioni di euro. Considerando la categoria nel complesso, hanno  evidenziato un trend decisamente brillante e crescente le spedizioni  verso i partner comunitari: Francia (+11,2%), Germania (+9,5%), Austria  (+34,4%) e Regno Unito (+17,2%) . Bene anche quelle verso i Paesi terzi:  importante segno positivo le spedizioni verso Usa (+4,2%) e Svizzera  (+4,3%). Entrambi questi mercati, poi, hanno evidenziato un rilevante  aumento dei fatturati, confermandosi piazze fondamentali per l’export  dei nostri prosciutti. Notizie positive sono arrivate anche dalla  Croazia (+17,2%).<br />
In accelerazione anche le esportazioni di <strong>salami</strong>.  Grazie al buon andamento della domanda comunitaria, in particolare  tedesca e belga, le spedizioni di questi prodotti si sono attestate  sulle 11mila tonnellate (+5,5%) per un fatturato di 102,2 milioni di  euro (+6,8%). Fra i principali Paesi di destinazione ottima la  performance verso la Germania (+9,8%) saldamente al primo posto fra le  piazze di destinazione e il Belgio (+8,3%) al quinto posto. In crescita  anche gli invii verso il Regno Unito, la Francia e quelli verso  l’Austria.<br />
Importante incremento a due cifre anche per l’export di <strong>mortadelle e würstel</strong> arrivati nel corso della prima metà del 2011 a toccare quota 14.300  tonnellate (+11,6%), per un valore di 49,8 milioni di euro (+12,6%).  All’interno del mercato unico da sottolineare il risultato della Spagna  (+66,4% per 2.470 tonnellate e +57,6% per 7,5 milioni di euro), balzata  al primo posto nella classifica dei nostri mercati di destinazione.  Ottime anche le conferme di Francia (+14,3% in quantità e +10,3% in  valore) e Germania (+16,2% e 12,1%). Fra i Paesi terzi, in accelerazione  la Croazia (+25,8%) e gli Usa (+16%).<br />
Buono il trend evidenziato dalle esportazioni di <strong>prosciutti cotti</strong> che con un +5,2% in quantità e un +10,1% in valore hanno raggiunto il  traguardo delle 5.600 tonnellate e dei 38,5 milioni di euro.  Particolarmente dinamica è stata la domanda dei Paesi extra Ue aumentata  del 9,8% in quantità e del 19,8% in valore, ma segnali positivi sono  arrivati anche dai partner comunitari complessivamente cresciuti del  4,9% in quantità e del 9,1% in valore. All’interno del mercato unico  hanno mostrato importanti progressi le prime due piazze di riferimento:  Francia (+10,7%) e Germania (+5,3%). Fra i Paesi terzi, fondamentale per  la crescita complessiva è stato l’aumento della Svizzera (+41,7% in  quantità), mentre hanno registrato qualche difficoltà gli verso gli Usa.<br />
Chiusura di semestre discreta per le <strong>pancette stagionate</strong> salite a 1.750 tonnellate (+5,7%) per 13 milioni di euro (+13,7%).  Fondamentale per questa categoria è stato l’aumento evidenziato dai  mercati extra Ue che hanno visto le nostre pancette arrivare a 362  tonnellate dalle 111 del periodo gennaio–giugno 2010 per un fatturato di  2,5 milioni di euro. Un trend, questo, essenzialmente riconducibile al  balzo in avanti evidenziato dall’export verso il Giappone (307  tonnellate contro le 51 del primo semestre 2010) divenuto secondo  mercato di riferimento per questi prodotti.<br />
Primo semestre molto positivo, infine, anche per la <strong>bresaola</strong>:  +8% per 1.236 tonnellate e +10% per 21,5 milioni di euro. Ottima in  particolare la performance sui mercati comunitari cresciuti  complessivamente di 14,1 punti percentuali in quantità e 17,3 in valore  (per 967 tonnellate e 16,7 milioni di euro). Determinante per  l’ottenimento di questo risultato è stato l’andamento del mercato  francese (+83,7%) a cui ha fatto eco il buon andamento del Regno Unito  (+36,3%).</p>
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		<title>Un gioiello di donna!</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 11:16:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Multifunzionalità! E’ questa la parola che più contraddistingue le creazioni di Milly Callegari, creatrice di gioielli tutti da scoprire. 1) Mi descriva con 3 parole la sua azienda. Originale-innovativa-sempre in progress 2) Come definirebbe il settore in cui lavora? Quello che faccio tocca molti settori . In particolare ho cercato di riunire il settore gastronomico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Multifunzionalità! E’ questa la parola che più contraddistingue le creazioni di Milly Callegari, creatrice di gioielli tutti da scoprire.</p>
<p><span id="more-1951"></span></p>
<p><strong>1) Mi descriva con 3 parole la sua azienda.</strong></p>
<p>Originale-innovativa-sempre in progress</p>
<p><strong>2) Come definirebbe il settore in cui lavora?</strong></p>
<p>Quello che faccio tocca molti settori . In particolare ho cercato di riunire il settore gastronomico e quello del fashion, probabilmente i più stimolanti. Non mi annoio sicuramente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>3) Quali sono le maggiori difficoltà imprenditoriali che ha incontrato?</strong></p>
<p>Essere donna non ti aiuta.</p>
<p><strong>4) Come vede la sua azienda tra 10 anni? </strong></p>
<p>Spero che il progetto “Vita e Gusto in armonia”  diventi realtà. L’ interesse a questo progetto di chef come Matteo Torretta  ed di altri grandi mi fa sperare in bene.</p>
<p><strong>5) Progetto “Vita e Gusto in armonia”? Che cos’è?</strong></p>
<p>Ho cercato di unire la passione per la cucina a quella del decor . Ogni mia creazione e&#8221; multifunzione e tutto utilizzabile anche le confezioni che diventano dei porta posate o porta piatti. Per cui i bracciali si trasformano in decor per bicchieri o portatovaglioli, anelli in porta posate, ed i sotto pentola in collane( sono fatti di una resina termoresistente). Frequentando l&#8217;ambiente della ristorazione ho notato che associavo al gusto di quelle delizie alcune mie creazioni che in certo senso ne evocavano il gusto. L&#8217; ho sperimentato nelle mie cene abbinando piatto al decor e regalandolo a fine serata. Quel jewel ora ricorda, a chi l’ha ricevuto, sia il piatto che il contesto. Così ho pensato che sarebbe stato interessante anche per gli chef poter avere qualcosa che evocasse la loro cucina . Ho presentato al Taste l&#8217;idea e  con alcuni chef stiamo già collaborando. A dicembre presenterò il progetto anche a Tokio dove comunque da ormai dieci anni sono ben conosciute le mie creazioni.</p>
<p><strong>6) Ci sono figure professionali che fa fatica a reperire?</strong></p>
<p>Tutto è difficile reperire persone e cose quando proponi qualcosa che ancora non si è visto.</p>
<p><strong>7) Le 3 qualità fondamentali per riuscire nel suo lavoro</strong></p>
<p>Andare avanti e se credi in quello che fai perseverare, prima o poi qualcosa di buono succede.</p>
<p>Essere chiari e fermi nelle proprie idee qualità particolari non so anche perché non si è mai arrivati.</p>
<p>di Sara &#8211; Chefbureau</p>
<p>www.millycallegari.it</p>
<p>mail: <span class="mh-email">mill<a href='http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=010-YtEj51_fIa2ZJ5lCMMhw==&amp;c=TxR64GN-tG0JktgTdiMY88xVU6WMLgt_GfEQxlmlQ_Y=' onclick="window.open('http://www.google.com/recaptcha/mailhide/d?k=010-YtEj51_fIa2ZJ5lCMMhw==&amp;c=TxR64GN-tG0JktgTdiMY88xVU6WMLgt_GfEQxlmlQ_Y=', '', 'toolbar=0,scrollbars=0,location=0,statusbar=0,menubar=0,resizable=0,width=500,height=300'); return false;" title="Reveal this e-mail address">...</a>@yahoo.it</span></p>
<p>tel. +39 338 8288357</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Ferrero, in vista uno stabilimento in Uk</title>
		<link>http://news.chefbureau.com/news/ferrero-in-vista-uno-stabilimento-in-uk/</link>
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		<pubDate>Wed, 02 Nov 2011 15:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[www.Foodweb.it Ferrero sta considerando la possibilità di impiantare uno stabilimento di produzione anche nel Regno Unito nel giro di due-tre anni. Lo annuncia al sito www.just-food.com, Christian Walter, direttore generale di Ferrero UK, che specifica che la decisione finale dipenderà anche dalla valutazione complessiva dei costi d’importazione dei prodotti dall’Europa. “Non sono ancora definiti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>www.Foodweb.it</p>
<p>Ferrero  sta considerando la possibilità di impiantare uno stabilimento di  produzione anche nel Regno Unito nel giro di due-tre anni. Lo annuncia  al sito www.just-food.com, Christian Walter, direttore generale di  Ferrero UK, che specifica che la decisione finale dipenderà anche dalla  valutazione complessiva dei costi d’importazione dei prodotti  dall’Europa.</p>
<p><span id="more-1947"></span></p>
<p>“Non sono ancora definiti i piani per la produzione nel Regno Unito –  specifica Walter – ci vogliamo almeno due-tre anni  ma vogliamo essere  più vicini ai consumatori inglesi a causa dei costi di trasporto, che  costituiscono un fattore rilevante”.<br />
La decisione finale – anche sulla location dello stabilimento e sul  numero di addetti impegnati – dipende anche dall’espansione delle  vendite di Ferrero nel mercato britannico. “Abbiamo bisogno di volumi  più consistenti – precisa Walter – Inizieremo la produzione una volta  che avremo raggiunto una quantità di venduto che renda interessante la  produzione in loco”.<br />
Lo scorso gennaio, Ferrero – che nel Regno Unito concentra la propria  offerta sui brand Tic Tac, Ferrero Rocher, Kinder e Nutella –  ha  annunciato l’obiettivo di raddoppiare le vendite nei prossimi cinque  anni, per arrivare a un giro d’affari di 400 milioni di sterline (oltre  454 milioni di euro circa).<br />
Circa il 60% dei 22mila dipendenti di Ferrero si trovano attualmente in  Italia, Francia, Germania e Belgio, e si arriva a 75% considerando  l’intera Europa. Il gruppo è presente direttamente in 40 Paesi e con 18  stabilimenti, da cui escono prodotti per oltre 100 mercati differenti.</p>
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		<title>PP: Pasta passion!</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 09:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Pasta protagonista in un futuro sempre più globale e con la certezza di essere già oggi il patto preferito nel mondo nei 50 Paesi dove viene consumata. E&#8217; questo il messaggio che viene lanciato da Paolo Barilla, presidente di Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane) in occasione delle celebrazioni della Giornata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pasta protagonista in un futuro sempre più globale e con la certezza  di essere già oggi il patto preferito nel mondo nei 50 Paesi dove viene  consumata. E&#8217; questo il messaggio che viene lanciato da Paolo Barilla,  presidente di Aidepi (Associazione delle industrie del dolce e della  pasta italiane) in occasione delle celebrazioni della Giornata mondiale  della pasta. Secondo i dati Aidepi, anche quest&#8217;anno l&#8217;industria  italiana della pastificazione si conferma la prima nel mondo con 3.247  milioni di tonnellate prodotte. Un piatto di pasta su quattro mangiato  nel mondo viene prodotto in Italia e sono addirittura sette su dieci  quelli consumati in Europa, con la Germania che da sola assorbe il 19,3%  dell&#8217;export.</p>
<p><span id="more-1942"></span>Ma cresce la domanda dei mercati emergenti: +53,9% in Russia rispetto  al 2009, +61% in Cina, +36% in India ed è autentico boom tra gli  sceicchi, con un +135,6% di pasta italiana in Arabia Saudita nell&#8217;ultimo  anno. L&#8217;Italia guida anche la classifica dei consumatori di pasta, con  26 chili pro-capite annui, davanti a Venezuela (13 kg) e Tunisia (11,9  kg). Si segnala il caso svedese, divenuto sesto Paese consumatore con 9  kg pro capite e una crescita del 63% sul 1998. Più pasta in tavola anche  in Germania dove il consumo di spaghetti e maccheroni è salito dai 3,5  kg pro capite del 1972 ai 7,9 del 2010. Nella giornata mondiale della  pasta, Aidepi non si scorda dell&#8217;emergenza fame nel mondo e consegna  alla Caritas 14 tonnellate di pasta.</p>
<p>Altre iniziative analoghe sono in programma nel mondo, coordinate  dalla International Pasta Organisation. A Roma le celebrazioni  culmineranno con le interpretazioni sul tema di grandi chef come  Antonello Colonna, Ciccio Sultano e Mario Uliassi che presenteranno tre  ricette dove si fondono tradizione e innovazione. Per lo chef siciliano  Sultano, italiani e pasta sono &#8220;una sola cosa&#8221;. &#8220;Ma ognuno &#8211; sottolinea  ancora &#8211; è fatto di una pasta diversa. Questo prodotto, con le sue  forme, i suoi nomi e le sue consistenze, comunica l&#8217;appartenenza alla  cultura e alla terra delle varie regioni del nostro Paese&#8221; .</p>
<p>dati Ansa</p>
<p>Chefbureau</p>
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		<title>Ehilà&#8230;..zucchero!</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 06:41:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Navigando tra le pagine del nostro amico www.Foodweb.it guardate un pò cos&#8217;ho trovato! Sara &#8211; Chefbureau Nuovo accordo strategico per Eridania, il leader italiano dello zucchero e dei dolcificanti che fa capo al Gruppo Maccaferri di Bologna: lo ha stretto con Truvìa, azienda ai vertici del mercato nordamericano dei dolcificanti a base di stevia (una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Navigando tra le pagine del nostro amico www.Foodweb.it guardate un pò cos&#8217;ho trovato!</p>
<p>Sara &#8211; Chefbureau</p>
<p><span id="more-1937"></span>Nuovo  accordo strategico per Eridania, il leader italiano dello zucchero e  dei dolcificanti che fa capo al Gruppo Maccaferri di Bologna: lo ha  stretto con Truvìa, azienda ai vertici del mercato nordamericano dei  dolcificanti a base di stevia (una pianta originaria del Paraguay,  coltivata in Sud America e Asia), per la distribuzione in esclusiva e la  promozione in Italia di Truvìa, il primo dolcificante senza calorie a  base di estratto di foglie di stevia<br />
L’annuncio dell’intesa anticipa di pochi giorni l’autorizzazione  definitiva da parte dell’Unione europea, attesa per l’inizio di  novembre, e costituisce l’atto di battesimo della nuova categoria di  dolcificanti a base di stevia anche in Italia, dopo Stati Uniti, Francia  e Regno Unito.<br />
A partire da gennaio 2012, il nuovo dolcificante sarà commercializzato  sugli scaffali della gdo in astuccio da 40 bustine da 1,5 g e in vasetto  da 270 g (pari a 180 dosi o cucchiaini di zucchero) con la presenza  sulle confezioni di un doppio marchio, Truvìa ed Essenza di Natura  Eridania.<br />
L’accordo mira alla sinergia tra il know-how globale di Truvìa nel  mercato della stevia, attraverso la gestione dell’intera filiera e la  brand awareness di Eridania, category leader nazionale della  dolcificazione, con una quota del 35% nel largo consumo e del 15% nel  canale industria per il segmento dello zucchero e del 10% per il  segmento degli edulcoranti.<br />
“L’introduzione in Italia di dolcificanti a base di estratto di stevia –  commenta Massimo Maccaferri, presidente di Eridania – rappresenta una  delle maggiori innovazioni di categoria e di prodotto che il largo  consumo alimentare abbia conosciuto negli ultimi anni. Quest’intesa è  strategica per Eridania, perché ci permette di rafforzare e  diversificare la nostra offerta nel segmento dei dolcificanti d’origine  naturali già presidiata con il lancio di Essenza di Natura, offrendo ai  consumatori un prodotto in linea con le esigenze di una corretta  alimentazione”. Obiettivo dichiarato dell’azienda saccarifera italiana:  conquistare a un anno dal lancio di Truvìa il 15% del mercato nazionale  dei dolcificanti (il cui giro d’affari è stimato intorno ai 50 milioni  di euro).<br />
Truvìa è il primo dolcificante senza calorie a base di estratto di  foglie di stevia, una pianta naturalmente dolce. Lanciato nel 2008 sul  mercato statunitense da Cargill, il primo gruppo a sviluppare e  promuovere questo tipo di prodotto, è divenuto in meno di tre anni il  brand leader nel segmento dolcificanti a base di stevia, con una quota a  valore pari al 67 per cento.<br />
“Quest’accordo – sottolinea Zanna McFerson, vicepresidente e business  director di Truvìa – è un traguardo significativo per l’ingresso del  marchio Truvìa in Italia, dopo Francia e Regno Unito. Eridania, grazie  alla sua reputazione, alla sua esperienza di business e di marketing  altamente innovativo, rappresenta il partner ideale per sviluppare  rapidamente la nostra quota di mercato in Italia”.<br />
Il dolcificante Truvìa, affermatosi negli States per il suo sapore, è  prodotto partendo dall’estratto di foglie di stevia, naturalmente dolci.  Tale estratto è inoltre utilizzato come ingrediente per dolcificare  alimenti e bevande, non solo negli Stati Uniti (in particolare con  Coca-Cola e Kraft General Foods), ma anche in Francia, come ingrediente  della bibita Fanta Still e del succo di frutta Eckes-Granini, con i  marchi Réa e Joker.</p>
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		<title>Moreno Cedroni nuovo presidente ristoranti Ancona</title>
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		<pubDate>Mon, 24 Oct 2011 13:05:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Associazione ristoranti della Confcommercio Imprese per l'Italia]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un due stelle Michelin &#8211; Moreno Cedroni, patron del ristorante &#8216;Madonnina del pescatore&#8217; di Senigallia &#8211; il nuovo presidente dell&#8217;Associazione ristoratori della Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia della provincia di Ancona. &#8221;Voglio far cresecere la categoria &#8211; ha annunciato Cedroni -. Se il movimento cresce ci saranno effetti positivi per le Marche ma anche per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un due stelle Michelin &#8211; Moreno Cedroni, patron del ristorante &#8216;Madonnina del pescatore&#8217; di Senigallia &#8211; il nuovo presidente dell&#8217;Associazione ristoratori della Confcommercio Imprese per l&#8217;Italia della provincia di Ancona. &#8221;Voglio far cresecere la categoria &#8211; ha annunciato Cedroni -. Se il movimento cresce ci saranno effetti positivi per le Marche ma anche per le altre regioni italiane perche&#8217; il nostro puo&#8217; essere un laboratorio di positivita&#8217; da esportare ovunque&#8221;.</p>
<p>In bocca al lupo al nuovo presidente da Chefbureau!</p>
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		<title>E dove la mancia non è gradita?????!!!!!!</title>
		<link>http://news.chefbureau.com/curiosita/e-dove-la-mancia-non-e-gradita/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 14:13:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni cultura avversa alle mance ha le proprie origini: in Cina, il conflitto è con l&#8217;ideologia comunista; in Australia, la tariffa viene ritenuta di per sè sufficiente; in Giappone, l&#8217;efficienza è una questione d&#8217;onore&#8230;.Questo però non vuol dire che non potete dimostrare gratitudine ad un concierge particolarmente solerte, ad una guida brillante ed a un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni cultura avversa alle mance ha le proprie origini: in Cina, il conflitto è con l&#8217;ideologia comunista; in Australia, la tariffa viene ritenuta di per sè sufficiente; in Giappone, l&#8217;efficienza è una questione d&#8217;onore&#8230;.Questo però non vuol dire che non potete dimostrare gratitudine ad un concierge particolarmente solerte, ad una guida brillante ed a un bravo autista. Ma dovete farlo in modi ben precisi!</p>
<p><span id="more-1926"></span>In Giappone il denaro dev&#8217;essere ben custodito in una busta bianca difatti ci sono addirittura cartolerie che vendono buste aposite!!!</p>
<p>Di seguito le occasioni in cui le mance sono ben accette nel Sol Levante:</p>
<p>Ai Ryokans (alberghi tradizionali): quando si soggiorna con bambini che richiedono un surplus di lavoro al personale ad esempio, i soldi vanno lasciati sul tavolo della camera all&#8217;inizio del soggiorno.</p>
<p>Negli hotel moderni, ma solo alla reception, in una busta bianca, indicando chiaramente il nome del destinatario, il vostro nome e numero di camera. Gradito anche l&#8217;accompagnamento di un biglietto personale di ringraziamento.</p>
<p>Agli incontri di sumo, i posti migliori (ovvero i tatami anteriori) sono spesso assegnati dalle società agli spettatori stranieri e locali. In questo caso, lasciate una mancia solo a chi vi porta cibo e bevande: mettete cioè in una busta 2.000-3.000 yen e dateli alla persona che vi aiuta prima di essere serviti.</p>
<p>Per le guide turistiche si consiglia invece di regalare un piccolo souvenir. E&#8230;dimenticavo!!!! Non stupitevi se sarete ricambiati!</p>
<p>di Sara &#8211; Chefbureau</p>
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		<title>L&#8217;alimentazione corretta? E&#8217; un gioco</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 13:29:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[filiera produttiva]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale dell'alimentazione]]></category>
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		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[Museo della scienza e della tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[principi nutritivi]]></category>

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		<description><![CDATA[www.corriere.it Perché mangiamo? Come cambia il nostro gusto? Come si può diventare consumatori più attenti? A queste e altre domande cercherà di rispondere «Buon appetito. L’alimentazione in tutti i sensi», la mostra che dal 16 ottobre fa tappa a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia. Un percorso interattivo pensato per ragazzi (dai 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>www.corriere.it</p>
<p>Perché mangiamo? Come cambia il nostro gusto? Come si può diventare  consumatori più attenti? A queste e altre domande cercherà di rispondere  «Buon appetito. L’alimentazione in tutti i sensi», la mostra che dal 16  ottobre fa tappa a Milano al Museo della Scienza e della Tecnologia.</p>
<p><span id="more-1921"></span>Un percorso interattivo pensato per ragazzi (dai 9 anni in su) e  famiglie. Tramite quiz multimediali, filmati, focus di approfondimento e  dossier informativi il pubblico viene coinvolto attivamente  nell’esplorazione di cinque grandi temi: si parte con «l’equilibrio  alimentare», per scoprire quali fattori contribuiscono allo sviluppo di  uno stile corretto a tavola.</p>
<p><strong>La seconda area affronta i meccanismi </strong>che regolano il corpo umano  e la digestione. Si passa poi alle percezioni culturali: un’occasione  per studiare quale impatto sociale hanno i film e le rappresentazioni  artistiche sui nostri comportamenti a tavola. Non manca una parte  dedicata all’analisi degli alimenti. Analisi che coinvolge sia i  principi nutritivi sia lo studio della filiera produttiva, dalle origini  di un alimento al prodotto finito. Spazio infine al tema del  cittadino-consumatore per riflettere sulle conseguenze che le nostre  scelte hanno sull’ambiente. Perché la crisi non è solo economica ma  anche alimentare. Ma «Buon appetito» è una mostra che coinvolge  attivamente i «commensali».</p>
<p><strong>Così, all’inizio di ogni area, compare un focus </strong>di  approfondimento, in un arredo che ricorda quello di una cucina. Mentre a  chiusura dell’esposizione c’è un quiz riepilogativo che premierà i  visitatori più attenti. L’occasione per aprire i battenti è il weekend  in cui si celebra la giornata mondiale dell’Alimentazione. E, a conferma  delle ambizioni internazionali dell’iniziativa, ci sono le tappe  precedenti dell’esposizione: la mostra è stata infatti già ospitata con  successo a Helsinki e Parigi e nasce proprio dalla collaborazione tra  Italia, Francia, Finlandia e Belgio.</p>
<p><em>«Buon appetito.  L’alimentazione in tutti i sensi». Museo della Scienza. 16 ottobre  2011-24 giugno 2012. Via San Vittore 21. Mart.-ven. ore 9.30-17. sab. e  festivi 9.30-18.30. Tel. 02.48.55.51. Euro 10/13 (con visita museo).</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Columbus Day: un pompiere di Genova e uno chef newyorkese campioni di pesto!</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Oct 2011 12:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[chef]]></category>
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		<category><![CDATA[Columbus Day 2011. Eataly]]></category>
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		<category><![CDATA[Pesto]]></category>

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		<description><![CDATA[Grande successo per le gare eliminatorie del campionato del mondo di pesto al mortaio, svoltesi in occasione del Columbus Day presso i magazzini Eataly di New York. Due i campioni della giornata che parteciperanno di diritto alla  sfida finale a Genova prevista per il 17 marzo 2012. : un vigile del fuoco genovese, Massimo Durante, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grande successo per le gare eliminatorie del campionato del mondo di  pesto al mortaio, svoltesi in occasione del Columbus Day presso i magazzini Eataly di New York.</p>
<p><span id="more-1916"></span>Due i  campioni della giornata che parteciperanno di diritto alla  sfida finale a Genova prevista per il 17 marzo 2012. : un vigile del fuoco genovese, Massimo Durante, e un giovane  chef newyorkese, Hank balle.</p>
<p>La manifestazione ha avuto una madrina di eccezione, la chef italiana  Lidia Bastianich, tra le più conosciute e amate negli Stati Uniti. La  prima gara eliminatoria ha coinvolto i Vigili del Fuoco liguri e  piemontesi che hanno partecipato a New York alla parata del Columbus Day  insieme ai colleghi locali. La seconda gara ha invece visto la  partecipazione di giornalisti eno-gastronomici e giovani chef.<br />
La giuria, composta da chef, esperti e autorità locali, guidata da  Roberto Panizza, presidente dell’Associazione Palatifini, ha assaggiato  con attenzione tutti i “pesti” &#8211; &#8220;mediamente erano tutti piuttosto buoni  anche se alcuni “peccavano” per il troppo sale!&#8221;-  e ha decretato i due  campioni.</p>
<p>di Sara -  Chefbureau</p>
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		<title>Danimarca, scatta la tassa sui grassi saturi</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 09:17:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chefbureau</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Danimarca]]></category>
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		<category><![CDATA[Grassi]]></category>
		<category><![CDATA[tassa]]></category>

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		<description><![CDATA[www.Foodweb.it Grasso è caro, almeno in Danimarca. Il Governo del Paese scandinavo ha rotto gli indugi e, primo al mondo, ha deciso di introdurre una tassa sui grassi – saturi per la precisione – presenti nei cibi. La ratio è questa: gli alimenti che contengono alte percentuali di questi grassi hanno un effetto diretto sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>www.Foodweb.it</p>
<p>Grasso  è caro, almeno in Danimarca. Il Governo del Paese scandinavo ha rotto  gli indugi e, primo al mondo, ha deciso di introdurre una tassa sui  grassi – saturi per la precisione – presenti nei cibi. La ratio è  questa: gli alimenti che contengono alte percentuali di questi grassi  hanno un effetto diretto sul livello di colesterolo nel sangue, che ha  un’influenza sulle malattie cardiovascolari che pesano poi sul sistema  sanitario nazionale gravando sulla collettività. Senza dimenticare,  ovviamente, che i cibi grassi sono concausa di obesità, ormai  riconosciuta essa stessa come patologia.</p>
<p><span id="more-1911"></span><br />
Le nuove norme, in discussione da tempo anche in altri Paesi europei, a  cominciare per esempio dal Regno Unito, prevedono una tassa di 16 corone  (2,15 euro circa) per ogni chilo di nutriente che contenga più del 2,3%  di grasso saturo sul totale. Con l’entrata in vigore del nuovo balzello  (partito ufficialmente il 1° ottobre scorso), i danesi dovranno  sborsare, per esempio, il 30% in più per una confezione di burro da 250  g, l’8% in più per un sacchetto di patatine, mentre un litro d’olio  d’oliva costerà loro il 7,1% in più di prima. Aumenti in vista anche per  carne, salumi e formaggi.<br />
Secondo uno studio dell’Ocse del 2010, una persona obesa comporta costi  sanitari superiori del 25% rispetto a una persona di peso normale: una  cifra di tutto rispetto se si pensa che curare l’obesità costa dall’1 al  3% dell’intera spesa sanitaria nazionale.<br />
Lo scorso 21 giugno, peraltro, anche in Ungheria il Governo aveva  proposto di introdurre un’apposita ‘tassa di salute pubblica’, mirata  teoricamente a scoraggiare il consumo di un’ampia gamma di alimenti  considerati non raccomandabili, tra cui soft-drink, bevande energetiche,  dolci confezionati, snack salati, instant powders: tutti soggetti a un  tributo variabile a seconda degli ingredienti ‘incriminati’.<br />
Un vento nuovo che spira in Europa, ma che anche negli Stati Uniti che  potrebbe portare a una riformulazione di massa di tanti prodotti  alimentari, nonché effetti ‘collaterali’ sugli scambi internazionali.</p>
<p>di Alfredo Faieta</p>
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